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New York Graffiti and Street Art. Il centro dell’universo hipster più cool di New York ha un nuovo nome: Bushwick.

Se avete in previsione di viaggiare a New York e state cercando di visitare qualcosa di unico e fuori dalle solite piste battute dalla gran parte dei turisti ecco il nostro suggerimento:

BUSHWICK-COLLECTIVE.

Una galleria d’arte a cielo aperto il cui curatore e’ Joseph Ficalora. Vissuto nel quartiere sin da bambino, lo ha voluto trasformare da teatro di bande criminali ad un progetto artistico che coinvolge non solo artisti locali ma provenienti da ogni parte del globo.

Per finire in bellezza potete recarvi per un brunch o una cena da Roberta’s pizza e non ve ne pentirete.

Ecco qui una selezione dei graffiti più interessanti. Enjoy!

 

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Danny Yen Sin Wong, Malesia
Luogo: Vietnam
Descrizione: In un piccolo villaggio del sud del Vietnam nei pressi di Phan Rang, una donna che indossa il tipico cappello a cono sta realizzando una rete da pesca alla maniera tradizionale. La manifattura artigianale delle reti è un’attività che le donne vietnamite continuano a svolgere mentre i mariti sono fuori per pescare

Siena International Photo Award

Giunto alla seconda edizione, il Siena International Photo Award, un prestigioso concorso fotografico che coinvolge piu’ di 100 paesi attorno al mondo, ha annunciato i vincitori dell’edizione 2016.

l fotografo francese Greg Lecoeur si e’ aggiudicato il premio come overall best photo of the year.

11 le categorie presenti tra cui: natura, wildlife, viaggi e sport. La foto da noi scelta rientra nella categoria “Libero Colore” e rappresenta una donna vietnamita nell’atto di tessere le tradizionali reti da pesca.

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Un’artista polacca crea immagini originali rivisitando foto gia’ esistenti

Julia Borzucka voleva diventare una violinista ma una ferita alla mano ha cambiato il suo destino. Ha iniziato cosi a creare con il solo uso del tablet, dei disegni su fotografie trovate su internet che ritraevano luoghi iconici come il Golden Gate Bridge a San Francisco, Central Park a New York o il London Eye. Il risultato e’ piuttosto divertente e originale.

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America’s Cup 2016 in New York

 Copertina
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La vacanza che sognate? Abbassiamo le aspettative.

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In questi giorni quando il freddo e’ ormai alle spalle e il bel tempo si fa strada, la maggior parte di noi comincia a fare il count down verso le vacanze estive…ed eccoci li’ a sognare ad occhi aperti la nostra spiaggia bianca e deserta dall’altro capo del mondo..o il tramonto mozzafiato davanti ad un incredibile sito storico. Insomma ognuno ha la sua. Purtroppo pero’ la realta’ a volte e’ leggermente diversa..provate a dare un occhiata….

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Sei un turista o un viaggiatore?

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In un post recente (Luce su Uluru) abbiamo accennato alla differenza che puo’ esistere tra un turista e un viaggiatore. Holidify.com, un sito che si occupa di promuovere viaggi in India, ha proposto una serie di illustrazioni molto ironiche che mostrano la differenza tra queste due tipologie: i turisti alla ricerca del relax e di tutti i possibili comfort, e i viaggiatori che “piu’ si fatica e’, piu’ ci piace”. Voi a quale categoria appartenete?

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LENSBETWEENUS

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Ecco un progetto insolito di due ragazzi slovacchi che hanno deciso di prendere una pausa dal loro lavoro di pubblicitari e di documentare il loro viaggi attraverso un espediente semplice ma originale: si fotografano uno di fronte all’altro offrendo cosi’ una prospettiva completa dell’ambiente che li circonda. Il progetto si chiama “lens between us” e lo si puo’ seguire su Tumblr, Facebook e Instagram.

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Un’italiana tra i vincitori dello Smithsonian Photo Contest

La giuria dello Smithsonian Photo Contest, la prestigiosa competizione fotografica organizzata dall’istituto di istruzione e ricerca statunitense, ha annunciato le foto vincitrici dell’edizione 2015, la 13esima.  Vincitore assoluto è Albert Ivan Damanik, da Medan (Indonesia), che ha gareggiato con questa fotografia delle ceneri del vulcano Sinabung viste dal villaggio di Jeraya, Nord Sumatra. Tra i vincitori anche la giovane fotografa italiana Benedetta Ristori, 27 anni che si è aggiudicata  il primo premio per la categoria “People” con uno scatto che ritrae la spossatezza dei lavoratori notturni in Giappone. I premi sono divisi in nove categorie: il “Grand prize”, “Readers’ choice” scelto dai lettori, “Natural world”, “Travel” per le foto di viaggio, “Sustainable travel” dedicato al viaggiare sostenibile, “The American experience”, “People”, “Altered images” per le foto ritoccate e infine la categoria “Mobile”.

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Luce su Uluru

Uluru è il nome aborigeno originale di Ayers Rock, il grande monolite di roccia rossa al centro dell’Australia.  Rappresenta un luogo sacro per gli aborigeni del posto, un po’ l’equivalente della Mecca per gli islamici o di San Pietro per i cattolici. Immaginate se questi luoghi fossero trasformati in attrazioni turistiche con bar, passeggiate, o se fosse possibile scalare il Cupolone con corde e catene. E’ quello che succede a Uluru.

Gli aborigeni hanno richiesto più volte che i turisti non scalino il massiccio, ma rappresenta un’attrazione turistica molto importante, e soprattutto molto apprezzata dai giapponesi che costituiscono una percentuale significativa della popolazione di turisti in Australia.

Da oggi per un anno l’ennesima violazione: davanti al monolite e’ stata fissata un’installazione di 50 mila steli coronati, opera dell’artista britannico Bruce Munro. “Per ammirare la splendida ex Ayers Rock anche dopo il tramonto”. E se per caso vi state chiedendo cosa ne possano pensare gli aborigeni, state sereni, gli e’ stato chiesto il permesso e loro hanno acconsentito. Certo, perche’ avevano modo di fare diversamente forse?

Ecco fatto, migliaia di turisti accontenati. Impagabile cenare o bere un aperitivo alla luce di 50mila steli luminosi davanti ad Ayers Rock. E che dire poi delle fantastiche foto ricordo?

Puo’ sembrare banale, ma c’e’ una grande distinzione tra “viaggiatore” e “turista”. Per spiegarla usiamo le parole di Tiziano Terzani, grande giornalista italiano che ha trascorso la vita viaggiando.

“Il turismo consuma tutto. L’industria turistica è orribile non solo per fenomeni come la pedofilia e il mercato del sesso, ma
perché ha creato una mentalità da prostituzione. Si vende tutto di un luogo e delle persone che lo abitano pur di fare soldi.

Per tornare viaggiatori bisognerebbe ritornare a essere come gli unici veri viaggiatori: i pellegrini. Il pellegrino è uno che ha rispetto, che venera il posto in cui va.”

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La scatola da Viaggio

Travelbox, “la scatola da viaggio” è un’invenzione dell’artista austriaco Stefan Juuust E’ uno scatolone di 60 kg, lungo appena due metri che al costo di 185 euro permette di trasportare ovunque un letto, un tavolo con sedia, delle mensole e persino una bicicletta. può essere spedita ovunque, trasportando il comfort di una casa direttamente alla destinazione finale del viaggio. È dedicata infatti a chi ama viaggiare ed è anche a prova di spedizioni internazionali. Travelbox sarà presto in vendita e ulteriori aggiornamenti saranno resi noti sulla pagina facebook dell’artista.

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